Le Isole Eolie

Isole del vento

Sono sette le principali isole che costituiscono l'arcipelago delle Eolie: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano. Si narra che loro bellezza incomparabile indusse Eolo, Dio del vento, a sceglierle quale fissa dimora. Figlie di un unico gigantesco complesso vulcanico, Alicudi, Filicudi e Salina oggi sono completamente inattive, mentre Lipari, Panarea e Vulcano hanno ancora sorgenti termali, fumarole attive e fanghi caldi. Solo Stromboli conserva da millenni la sua attività vulcanica ed è ricordato, per questo, come Faro del Mar Tirreno.




Il clima ed il mare

Un mare, tanti mari... non è possibile descrivere diversamente le acque che bagnano le Isole Eolie. Grotte azzurre, acque in ebollizione, correnti calde e fredde, spiagge nere con lidi di colore chiarissimo e intense sfumature di azzurro e verde. A tutto ciò si aggiungono scogli di forme incredibili, a volte antropomorfe, scherzi di una natura selvaggia e fiera. Un insieme unico al mondo.

Il clima nelle isole Eolie, o Isole Lipari, è sempre temperato, tipico delle zone centro-mediterranee. Per lo più mite in inverno e non troppo caldo in estate è influenzato, oltre che dalla latitudine e dalla posizione geografica, anche dalla presenza del mare. Il vento, da cui prende origine il loro nome, le accarezza costantemente rendendo le giornate al sole sempre gradevoli. Moltissimi dei paesaggi nascosti alla maggior parte dei visitatori che scelgono il giro turistico via terra, invece, sono mostrati in tutta la loro bellezza a coloro che decidono di visitare le Eolie dal mare : in questo caso lo scenario che si mostrerà loro sarà davvero eccezionale. Si va dalle grotte di Vulcano, con le sue piscine naturali e le sue acque termali dalle proprietà benefiche, agli incredibili faraglioni e cave di pomice di Lipari, dalla Sciara del Fuoco di Stromboli, alla Grotta del Bue Marino di Filicudi, senza dimenticare le bellissime Cala Junco a Panarea e la Spiaggia di Pollara di Salina.




Cenni Storici

Tra miti e legende

Vulcano, l'antica Terasìa (calda) fu ribattezzata Hierà (sacra) al culto del Dio Efesto, Dio del Fuoco, che ivi aveva impiantato la sua officina.

I Romani considerarono Efesto il Dio Vulcano ribattezzando dunque l'isola, Isola di Vulcano. Per secoli questo territorio meraviglioso fu scosso da violente esplosioni tanto da incutere agli antichi timore e rispetto. Le continue eruzioni la resero ricca di zolfo e di allume che divennero la sua ricchezza. Una forte eruzione tra il 1880 e il 1890 distrusse e svuotò l'isola definitivamente fino al periodo tra le due guerre mondiali che vide l'intero arcipelago ripopolarsi definitivamente fino ai giorni nostri.